Edinburgh 18-20 giugno 2018

02.07.2018 23:07

Finalmente in Scozia.

Finalmente a Edinburgh.

Fin da quando, da adolescente, ho visto in tv il film Viaggio al centro della terra del 1959 (uno dei miei film preferiti,ancora oggi, insieme a Il giro del mondo in 80 giorni), in cui una scena iniziale viene ambientata nelle vicinanze del Castello di Edinburgh, dentro di me ho sempre saputo che un giorno ci sarei andato.

Cosi ho preso con me la mia Robi ed ecco fatto.

La storia e la geografia sono sempre la benzina dei miei viaggi, ma il calcio (o football in questo caso) è la scintilla che fa partire il motore.

La storia del football a Edinburgh l'hanno fatta (e la fanno tuttora) due squadre: Heart of Midlothian e Hibernian. Come a Glasgow, anche qui è una rivalità tra Cattolici e Protestanti.

Derby sentito quello di Edimburgh, ovviamente niente da paragonare con quello di Glasgow. Nell'Old Firm tra Celtic e Rangers, scendono in campo più di 100 titoli di Campione di Scozia e poco più di 70 FA Cup, ma l'orgoglio di questo derby tra Hearts e Hibs è che è nato prima dell'Old Firm: 25/12/1875, 1-0 per gli Hearts.

Dicevo Cattolici contro Protestanti anche qui come a Glasgow. Heart nato prima, 1874, fondato da Protestanti, l'anno dopo i Cattolici fondano l'Hibernian.

Sono andato a vedere i due stadi. Sono dislocati agli antipodi l'uno dall'altro, come a rimarcare la loro sostanziale differenza. A ovest ci sono gli Hearts, a est gli Hibs.

Originariamente il quartiere degli Hearts era della media borghesia, oggi è tutto piuttosto appassito. Lo stadio però, il Tynecastle, ristrutturato credo una quindicina di anni fa e ritoccato in maniera decisiva nel 2016/17, è bello, non grande (21000 circa) ma bello. Stile condominio tutto vetrate da una parte, la tribuna di fronte in mattoni a vista. Classico stile british, da mangiare con gli occhi.

Dalla parte opposta della città, nel quartiere di Leith, quartiere portuale la situazione è sempre stata un po' più complicata. L'Hibernian è stato fondato da emigrati irlandesi cattolici approdati nel porto di Leith (Hibernia è il nome latino dell'Irlanda). Come tutti i quartieri portuali, problemi a non finire: droga, prostituzione, alcool, senso di disagio palpabile. Non è stato semplice ma sono riusciti ad invertire la rotta. La zona del porto vera e propria è stata riqualificata e cosi anche quella nelle vicinanze di Easter Road, dove c'è la casa degli Hibs. Lo stadio emerge dalle case, che gli stanno tutte attorno, con le sue bellissime e nuove tribune (ultimo ritocco nel 2010), o stands come dicono qua, di colore bianco e verde, capienza, anche qui, 21000 circa. Personalmente mi piace che uno stadio sia parte del centro abitato e non confinato fuori città. Chiaro che ci siano dei disagi per i residenti nel momento delle partite, ma cosi il posto fa parte veramente del tessuto sociale del quartiere.

Io stravedo per i derby cittadini, dove le squadre hanno una loro casa che è solo loro. Situazione tipicamente anglosassone. In Italia purtroppo non è cosi.

La Juventus ha rotto questo muro, finalmente, spero vivamente che l'esempio venga seguito.

Va bene. Torniamo in Scozia, o meglio, torniamo a Edimburgh. Abbiamo beccato una settimanina un po' freschina, diciamo. Partiti dalla Sardegna, dove avevamo fatto un po' di mare, con 24° e bel tempo, siamo stati accolti da giornate uggiose, 8° e vento fisso. Ok, niente può togliere il sorriso a me e la Robi, ma indubbiamente il vento fastidioso e la promessa di pioggia in arrivo, ci ha fatto passare la voglia di andare su Arthur's seat. Siamo andati comunque su Calton Hill e vi assicuro che, per tanto che uno si prepari guardando foto su internet o video su youtube, starci dal vero è veramente appagante per un amante viaggiatore.

(continua)